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IL DISASTRO DEL GLENO TRA STORIA, NATURA E TECNICA: le classi quarte di Meccanica dell’Istituto Ivan Piana sui luoghi della memoria

Le classi quarte di Meccanica dell’Istituto Ivan Piana sui luoghi della memoria: il viaggio è iniziato, la sfida tecnica continua.

Un percorso didattico di 12 ore che unisce le vette della Val di Scalve ai laboratori di Meccanica, per insegnare ai futuri periti che la tecnologia non può prescindere dal rispetto per l'ambiente e dalla sicurezza del territorio.

Come si calcola la potenza di un impianto idroelettrico? Cosa succede quando l'ingegneria sottovaluta la forza della natura? Per rispondere a queste domande, le classi quarte dell’indirizzo Meccanica dell’Istituto Superiore Ivan Piana hanno intrapreso un’esperienza formativa a tutto tondo, che ha avuto il suo fulcro emotivo in un recente trekking ai resti della Diga del Gleno, a Vilminore di Scalve.

Il progetto, strutturato in un modulo di 12 ore complessive, permette agli studenti di toccare con mano le conseguenze di uno dei più tragici disastri industriali della storia italiana, fondendo competenze tecniche, consapevolezza ambientale e memoria storica.

Il trekking al Gleno: dove la storia si fa viva

La prima fase del progetto ha visto i ragazzi protagonisti di un’ascesa di 6 ore verso i ruderi della diga. Accompagnati da guide ed esperti locali, gli studenti hanno percorso i sentieri della Val di Scalve, unendo l'attività fisica all'aperto – fondamentale per il benessere psicofisico – alla riscoperta del territorio.

Trovarsi di fronte allo squarcio di cemento armato che ancora oggi domina la vallata è stata un'esperienza di grande impatto. Grazie ai racconti delle guide, la "fredda" teoria delle condotte forzate ha lasciato il posto alla storia delle vite umane travolte dall'acqua nel 1923, trasformando l'uscita in una profonda lezione di educazione civica.

Dalla memoria al laboratorio: la prossima sfida tecnica

L'esperienza vissuta tra le montagne non rimarrà un ricordo isolato: nelle prossime settimane, il progetto si sposterà tra i banchi e le officine dell'Istituto. Gli studenti affronteranno un rigoroso percorso tecnico di 6 ore per analizzare, con "occhio ingegneristico", ciò che hanno visto dal vivo.

Formare tecnici responsabili: l'obiettivo finale

L'intera Unità di Apprendimento (UDA) è progettata per sviluppare competenze trasversali cruciali. Attraverso questo approccio, gli studenti dell'Ivan Piana potranno:

  1. Comprendere i limiti dello sviluppo: Acquisire consapevolezza dei rischi del territorio e degli effetti delle attività umane sull’ambiente.

  2. Tutelare la memoria: Riconoscere nei resti del Gleno un monumento da rispettare e preservare.

  3. Etica professionale: Riflettere sulla responsabilità che ogni perito meccanico assume verso la sicurezza collettiva.

Il percorso si concluderà prossimamente con una prova di verifica finale che valuterà sia le competenze tecniche acquisite in laboratorio, sia la capacità di rielaborazione critica dell'esperienza vissuta.

"Dietro ogni progetto meccanico deve esserci un'etica rigorosa. Il Gleno ci insegna che il calcolo non è mai solo un numero, ma un impegno verso la comunità."

Un ringraziamento speciale va ai docenti accompagnatori, i Proff. Matteo Baccanelli, Lorena Macario e Davide Lione, per l'organizzazione e la guida, e agli esperti locali per la loro preziosa testimonianza. Ma il plauso più grande va ai ragazzi delle quarte Meccanica, che si preparano a trasformare l'emozione del trekking in competenza professionale d'eccellenza.